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Xylella fastidiosa: sviluppo del contagio e misure di contrasto

Il territorio di Cassano delle Murge è tra quelli in cui è stata accertata la presenza del vettore adulto della Xylella fastidiosa, il batterio che minaccia gravemente le nostre colture arboree. Nel Piano d’Azione 2024–2026 contro la Xylella fastidiosa approvato con DGR n. 1593 del 25/11/2024, ci sono disposizioni specifiche per la provincia di Bari, comprese quelle riguardanti anche il nostro territorio. Nello specifico, Cassano rientra nell’area delimitata “Xylella fastidiosa sottospecie pauca ST53”. Il ceppo colpisce in maniera molto grave il sistema linfatico degli ulivi secolari, ma non solo: esso danneggia più di 600 specie, tra cui la pianta di origano e diverse varietà di piante arboree presenti nei giardini comunali dei nostri paesi.

Quest’area comprende anche altre parti del territorio metropolitano di Bari, in particolare le campagne di Santeramo in Colle, Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Noicattaro, Triggiano, Capurso, Polignano a Mare e Putignano.

Cassano ricade in parte nella zona di contenimento e in parte nella zona cuscinetto: la prima è la porzione di territorio in cui il patogeno ha già attaccato le piante, e quindi non si può più effettuare prevenzione, mentre la seconda è la maggiore zona d’allarme, perché è quella che può riuscire a limitare la diffusione della malattia in altre piante, attraverso l’applicazione delle misure fitosanitarie obbligatorie richiamate dal DGR 1593/2024, che si riferisce al precedente Reg. (UE) 2020/1201 e al D.Lgs. 19/2021. In particolare, esse individuano l’attività congiunta dell’Osservatorio fitosanitario regionale e dell’ARIF (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) volta ad attuare una sorveglianza rafforzata nelle zone limitrofe alle piante risultate infette, oltre che ad effettuare campionamenti periodici sulle piante ospiti per rilevare eventuali infezioni in corso. In caso di positività confermata vi è l’obbligo di avviare trattamenti fitosanitari obbligatori contro il vettore prima dell’estirpazione obbligatoria ed immediata della pianta infetta e di eventuali piante presenti in un’area di 50 metri, per evitare l’ulteriore diffusione del batterio. Altre misure obbligatorie da seguire riguardano la lavorazione dei terreni nella stagione primaverile al fine di distruggere le ninfe del vettore, o eventuali diserbi qualora la lavorazione meccanica del terreno non sia possibile. Nello specifico, le attività consigliate riguardano l’aratura del terreno, la trinciatura o lo sfalcio delle erbe spontanee, o l’erpicatura nei terreni inerbiti. L’ARIF e i Comuni interessati hanno l’obbligo contestuale di informare i cittadini e gli agricoltori tramite avvisi pubblici e bollettini fitosanitari, oltre che di segnalare ai Prefetti e alle Forze dell’Ordine i casi di inadempienza alle misure fitosanitarie obbligatorie.

Con Determine n. 91–93 del 22–23/07/2024, l’area delimitata è stata aggiornata e ampliata fino a includere le zone a rischio di Noicattaro, Triggiano e Capurso. Notizia degli ultimi giorni è quella dell’individuazione di un focolaio di piante infette da Xylella anche nella provincia foggiana, con il batterio che adesso minaccia anche le regioni limitrofe. Nei primi mesi del 2026 è prevista la pubblicazione di documenti che certifichino lo stato di avanzamento del contagio nella regione, specificando come saranno impiegate le risorse previste dal DGR 1593 del 25/11/2025.

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