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“Nata viva e poi annegata”: il Medico legale sull’omicidio di Melissa Russo Machado

Nata viva ma annegata subito dalla donna che l’aveva partorita.  Il medico legale Giorgia Franchetti, chiamata quale consulente dal sostituto procuratore Sergio Dini nel processo a Melissa Russo Machado, 29enne cassanese di origini italo-brasiliane accusata di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela, per aver partorito a fine ottobre del 2024 nell’appartamento sovrastante al «Serale Club» – locale notturno di Piove di Sacco in cui lavorava – sua figlia, per poi affogarla nel water, non ha dubbi.

È stata proprio la dottoressa Franchetti, chiamata ieri a testimoniare in Tribunale nel corso della prima udienza (assente l’imputata), a compiere l’autopsia, sciogliendo così ogni dubbio: «La bimba è nata in quanto la madre aveva praticamente concluso i nove mesi di gravidanza: pesava due chili e 200 grammi ed era priva di malformazioni. Nel corso dell’esame autoptico abbiamo riscontrato un disallineamento dell’osso occipitale rispetto alle ossa parietali e un trauma contusivo al cranio con edema cerebrale. La causa della morte è un enfisema polmonare legato ad asfissia meccanica violenta, ma è certo che la neonata abbia respirato prima che il suo cuore cessasse di battere in seguito all’annegamento».

Quanto ricostruito in aula anche dai Carabinieri intervenuti sul posto nell’immediatezza della tragedia ricalca l’ipotesi accusatoria, che vede Melissa Russo Machado sul banco degli imputati per omicidio volontario: la donna, che pur essendo incinta continuava a lavorare nel locale notturno quale entraîneuse, una volta iniziato il travaglio si sarebbe recata nel bagno dell’appartamento in cui abitava sopra al «Serale Club» partorendo direttamente nel water la neonata, lunga 51 centimetri. Non solo: la 29enne – che si trova ora a casa dei genitori a Cassano delle Murge,  con obbligo di dimora dopo essere anche stata agli arresti domiciliari – avrebbe infatti deciso di provare a scaricarne il corpicino tirando più e più volte lo sciacquone.

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