Cassano esclusa dai Comuni Montani
Dopo l’intesa sancita in Conferenza Unificata sulla nuova classificazione dei “Comuni montani”, ai sensi della legge 12 settembre 2025, n. 131 Cassano delle Murge risulta esclusa dai Comuni Montani.
Il nuovo provvedimento riduce, infatti, drasticamente il numero dei Comuni pugliesi riconosciuti come “montani o parzialmente montani”: da 54 a 33.
Restano esclusi, infatti, 21 Comuni: dieci della provincia di Foggia (Candela, Cagnano Varano, Carlantino, Carpino, Casalnuovo Monterotaro, Ischitella, Peschici, San Nicandro Garganico, Troia e Vieste), sei della provincia di Bari (Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge, Gioia del Colle – già sede della “Comunità Montana” che con diverse denominazioni era attiva dagli anni ’80 – Grumo Appula, Ruvo di Puglia, Toritto), uno della BAT (Minervino Murge) e quattro della provincia di Taranto (Crispiano, Laterza, Massafra e Mottola).
Al centro delle criticità vi è l’applicazione di criteri tecnico-morfologici fondati esclusivamente su parametri altimetrici e di pendenza, ritenuti inadeguati a rappresentare le reali condizioni di montanità di territori che continuano a registrare condizioni di fragilità socio-economiche e difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali.
La normativa prevede che, nell’ambito dei Comuni qualificati montani, siano individuati i destinatari delle misure di sostegno (Capi III, IV e V) attraverso una ponderazione che tenga conto anche di indicatori socio-economici e delle specificità territoriali. Il rischio concreto, sottolinea ANCI Puglia, è quello di una applicazione disomogenea delle misure su aree sostanzialmente omogenee, con effetti distorsivi nell’accesso ai benefici connessi allo status di Comune montano: incentivi per il personale medico e scolastico, agevolazioni fiscali e sostegni alle attività economiche locali.
Per questo ANCI Puglia, chiede l’istituzione di un tavolo tecnico-politico che approfondisca le criticità emerse e individui soluzioni condivise. L’obiettivo è valutare, per quanto di competenza regionale, l’estensione delle misure anche ai Comuni attualmente esclusi e correggere le lacune della nuova classificazione, evitando ricadute negative sulla coesione e sull’equilibrio tra i territori pugliesi.


un altro successo di questa amministrazione, ormai sempre più dietro come importanza a livello regionale e provinciale.