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E’ in edicola il nuovo numero de “La voce del paese”

Nelle edicole e nei negozi convenzionati il nuovo numero del mensile di informazione cassanese “La voce del paese”.

Storie, interviste, attualità e cultura in 40 pagine tutte a colori!

Un pensiero su “E’ in edicola il nuovo numero de “La voce del paese”

  • Il commercio a Cassano non è mai realmente decollato per diverse ragioni. Tra queste, a mio avviso, c’è anche l’incapacità di molti (ho scritto molti, non tutti) di rinnovarsi, di proporsi e, soprattutto, di credere fino in fondo nella propria idea imprenditoriale. Dall’altra parte c’è la risposta, altrettanto evidente, dei cassanesi, che sempre più spesso scelgono di acquistare fuori Cassano oppure online, anche perché non sempre trovano sul territorio una proposta commerciale sufficientemente ampia, competitiva e attrattiva.

    E la recente polemica di alcuni operatori sul pagamento dell’occupazione di suolo pubblico o delle esposizioni pubblicitarie, a mio parere, finisce paradossalmente per rafforzare proprio questa riflessione.
    Occupare uno spazio pubblico, talvolta persino sottraendo parte di un marciapiede alla fruizione dei pedoni, o utilizzare insegne e altri mezzi pubblicitari non è qualcosa che, per il semplice fatto di essere stato fatto per anni senza aver ricevuto richieste di canoni, diventa automaticamente gratuito, regolare o dovuto. Esistono autorizzazioni, regole. Come esistono ovunque. E invece no, ci dobbiamo distinguere.

    Per questo, da cittadino, faccio fatica a comprendere una battaglia che rischia di essere percepita semplicemente come il tentativo di non pagare un tributo dovuto, anziché come una legittima richiesta di verificare eventuali errori nei singoli avvisi. Perché gli errori, se ci sono, si correggono. Le posizioni irregolari, se ci sono, si regolarizzano. Ma trasformare il principio stesso del pagamento in una battaglia politica è tutt’altra cosa.
    E ancora più singolare è vedere qualcuno alimentare l’idea che tutto possa essere rimesso in discussione con una fantomatica “trattativa”, quasi che tasse e canoni funzionassero come una contrattazione al mercato.
    Il risultato rischia di essere soprattutto uno: far parlare male di Cassano fuori da Cassano, offrendo l’immagine di un paese nel quale una parte degli operatori economici pretende di contestare persino ciò che altrove viene considerato normale amministrazione. Ed è quello che sta accadendo in queste ore.

    E tutto questo mentre qualcuno, con ambizioni politiche neppure troppo nascoste, continua a raccontare soluzioni miracolose, come se bastasse volerlo per andare sulla Luna al mattino e tornare a Cassano per cena.
    Complimenti, allora, a chi sta contribuendo a questa bella figura di m**da!
    Poi magari torneremo a parlare di “rilancio del commercio”, di “crescita del paese” e delle solite grandi dichiarazioni d’amore per Cassano. Ma chi vi crede più?!?
    Un paese cresce quando ciascuno fa la propria parte. Diritti, certamente. Ma anche regole, doveri e responsabilità.

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