Apulia Film Commission: il Comunicatore del Comune impone la censura
C’è chi ancora crede che i giornali – quelli cartacei e quelli on-line – siano una specie di “cassetta delle lettere” a cui si spedisce una missiva e quelli devono pubblicarla, sic et simpliciter.
Se a pensarlo sono comuni cittadini, poco male; ma se è l’addetto alla comunicazione istituzionale del Comune di Cassano, il fatto è grave.
Accade così che l’addetto, dopo aver letto l’articolo relativo alla presentazione di una interpellanza della minoranza consiliare “Cassano Avanti” al Sindaco Davide Del Re sul finanziamento del Comune di Cassano, in qualità di socio, alla Fondazione Apulia Film Commission (lo potete leggere qui), si inalbera e chiede una rettifica, con tanto di email dai toni ineducati e perentori.
Abbiamo scritto “rettifica”?
Sì, ma tale non è perché l’addetto si spinge addirittura a scrivere (testualmente): “Si chiede che tale frase venga rimossa (…)”.
Capito?
Un addetto alla comunicazione chiede la rimozione di una frase contenuta in un articolo, manco fossimo sotto i regimi di ben altra matrice ideologica rispetto al Nostro (ma forse no, per chi lo conosce bene) che imponevano alla stampa cosa scrivere e cosa non scrivere.
Addirittura l’addetto, forse non avendo letto la firma del sottoscritto in calce all’articolo, vorrebbe – in alternativa alla censura di cui sopra – che la frase venisse “rettificata con l’indicazione che si tratta di un’opinione dell’autore e non di un fatto” come dire che il lettore è un imbecille e dunque non sa o non capisce che il pezzo giornalistico riportando la firma è anche frutto di opinioni e non solo di fatti acclarati e conclamati.
“Contestualmente si rilevano dati imprecisi e fuorvianti sulle attività svolte – prosegue la nota – poiché nell’articolo la frase “come quota di adesione a fronte di poco e niente (finora un paio di film trasmessi a Cassano e nulla più)” è non veritierarispetto all’impegno e ai risultati raggiunti dal Comune di Cassano delle Murge. Si precisa infatti che nella sola estate 2024 grazie alla collaborazione tra il Comune di Cassano delle Murge e l’Apulia Film Commission è stata realizzata una rassegna cinematografica gratuita che ha previsto la proiezione dei film: I fratelli De Filippo di Sergio Rubini, Palazzina Laf di Michele Riondino, Pino di Walter Fasano. Tutti i film sono stati accompagnati da dibattiti pubblici a cui hanno preso parte anche i registi o rappresentanti delle produzioni”.
I “dati imprecisi e fuorvianti” sarebbero l’aver scritto che in due anni di socio, il Comune di Cassano è stato “beneficiato” di un paio di film da Apulia Film Commission; prendiamo atto che i film sono stati 3 e non 2!
Non è la prima volta che subiamo – personalmente e come giornale – questo tipo di intimidazioni da parte di chi, invece, dovrebbe comunicare, collaborare e sostenere la stampa e i giornali, anche se magari la pensano in maniera difforme o non omologata rispetto al loro pensiero: abbiamo avuto pazienza e comprensione per una persona che non è un giornalista, che si fregia del titolo di “addetto alla comunicazione” (ma nella vita fa altro) e dunque possiamo comprenderne le lacune anche se – facendo “mea culpa” – si è provato, illo tempore a spiegare la differenza tra comunicazione e giornalismo ma evidentemente chi scrive queste note è stato un cattivo insegnante e l’allievo…non ha capito niente.
Comprendiamo anche lo sforzo di giustificare lauti compensi che il Comune – ovvero noi cittadini, con le nostre tasse – riconosce all’addetto (per la comunicazione ma anche per altro, molto altro…) ma scambiare una richiesta di rettifica con la imposizione di pubblicare sic et simpliciter una nota, è – lo ripetiamo – davvero grave.
E sono solo le ultime chicche, quelle qui descritte, visto che il Nostro è velocissimo nel chiedere a questo giornale di correggere e rettificare, molto meno veloce nell’inviare i Comunicati che il Comune (cioè lui) produce ad ogni piè sospinto.
“Prendeteli dalla pagina Fb del Comune”, ci dissero una volta un paio di Consiglieri di maggioranza che ci chiedevano spiegazioni sul perché non pubblicavamo le news comunali, una volta spiegato che l’addetto non le inviava, se non sporadicamente ed a piacer suo.
Anche qui: un giornale come una cassetta delle lettere, un tram che si deve limitare a prendere i comunicati (senza neppure averli ricevuti) e pubblicarli. A chi oppure a cosa serve questa cosa è ancora da chiarire ma è ovvio che il fine ultimo è silenziare, appiattire, non disturbare il o i manovratori.
Finora abbiamo tollerato, confidando sulla inesperienza dell’addetto così come abbiamo “digerito” gli esposti che lo stesso ha prodotto in serie all’Ordine dei Giornalisti della Puglia, tutti ovviamente archiviati perché immotivati e senza fondamento.
Questa volta, però, è giusto che i lettori sappiano e traggano le proprie conclusioni.
Ora ci aspettiamo, in sequenza:
- Il dileggio e le offese sui social;
- Il ricordo della parentela di chi scrive con il senatore e dunque queste parole non hanno valore;
- Il mancato saluto di comare e comari dell’entourage;
- le minacce di querela;
- l’esposto all’OdG;
- l querela (e speriamo che in Comune non si facciano intortare nel nominare un avvocato pagato dalla Pubblica amministrazione per difendere l’addetto…);
- La solidarietà di tanti componenti di Radio Municipio: “c’abbiamo famiglia, non possiamo metterci contro quest’individuo”
- Ecc. ecc..
Tutto già visto. Perchè è bene che tutto cambi, per non cambiare nulla.

