Politica

“Giorno del ricordo”, il messaggio del Sindaco

Cari concittadini, il “Giorno del Ricordo” nasce per conservare e rinnovare la memoria del dramma di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, dei fiumani, dei giuliani e dei dalmati nel secondo dopoguerra.

Alla durissima occupazione nazi-fascista di quei territori, dove per lunghissimo coesistettero popoli e culture molto diverse, seguì poi la brutale violenza di Tito, che scatenò su italiani inermi la rivalsa fra il 1943 e il 1945. La volontà di epurazione su base etnica e sciovinistica fu alla base di questa assurda tragedia nelle zone del confine italo-slavo, l’ennesimo frutto della ideologia nazionalistica che ha caratterizzato la storia del secolo scorso: alcuni popoli sono passati dal dominio nazista al giogo comunista conoscendo sulla loro pelle tutte le azioni disumane dei grandi totalitarismi del XX secolo, così diversi per l’ideologia ma così affini nei sistemi di persecuzione, repressione, controllo e dunque anche eliminazione degli oppositori.

Le violenze e le sofferenze subite dagli esuli non vanno dimenticate e sminuite poiché fan parte della nostra storia, rappresentano anch’esse un capitolo indelebile. Come per la Shoah anche questa è una ferita ancora aperta che ci ricorda quali rischi può portare l’avversione ideologica e l’odio etnico.

Le foibe restano un simbolo doloroso di tragici anni ricchi di avvenimenti in parte ancora sconosciuti, incompresi, e che non mancano mai purtroppo di raccontare vicende di assurda ed immensa ostilità, brutalità, sofferenza, morte.

Quei drammatici eventi vanno sempre tenuti presenti nella nostra memoria e come per le altre tragedie del Novecento vanno ricordati alle nuove generazioni, affinché tutto questo non si ripeta in futuro.

Le vere insidie oggi sono da un lato l’indifferenza, il disinteresse, l’insensibilità, e dall’altro l’odio, la cattiveria e l’analfabetismo emotivo che portano ad episodi di discriminazione di genere e razzismo. Queste insidie nascono spesso della mancata conoscenza dei tristi eventi che ci insegnano come la discriminazione e la vendetta, a qualunque titolo esercitati, producono solo odio e violenza. Ma anche da linguaggi che sollecitano nella società civile il sospetto e la paura verso colui che non rientra nella piccola cerchia del proprio gruppo di appartenenza, della propria tribù, con l’obiettivo di distinguersi celebrando il proprio orgoglio identitario.

Rinnovare la memoria delle foibe e contribuire ad una loro lettura storica corretta è alla base di una autentica rappacificazione che allontani per sempre ogni ipotesi di discriminazione: per ritrovarci tutti insieme, sotto la bandiera della libertà, una libertà che consegna ad ogni essere umano il diritto di essere diverso, per nascita o per scelta.

IL SINDACO

Ing. Davide Del Re

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