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Prima udienza per la presunta omicida Melissa Machado Russo

Prima udienza presso il Tribunale di Padova per Melissa Machado Russo, la ragazza cassanese accusata di aver annegato la sua bambina appena nata nel water, subito dopo il parto, in una discoteca di Pieve di sacco, dove lavorava come lap-dancer.

Dinanzi alla Corte d’Assise di Padova la 30enne italo-brasiliana dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato.

La donna non era in aula, dinanzi ai giudici, ma è ancora a Cassano, ai domiciliari presso la casa dei genitori.

Per lei la difesa ha chiesto una nuova perizia psichiatrica per valutare la percezione, nella donna, della gravidanza. Già una prima perizia richiesta dal Giudice per le Indagini Preliminari aveva constato l’integrità psichica della 30enne, dichiarata quindi capace di intendere e volere.

Per la difesa però il perimetro della nuova consulenza dovrebbe essere quella parte della letteratura scientifica che parla di casi di rimozione della gravidanza da parte di alcune donne incinte: se dovesse essere riscontrata da un eventuale perito della Corte, potrebbe portare al riconoscimento di, almeno, una semi-infermità mentale della 30enne, che con l’imputazione contestata dal pubblico ministero Sergio Dini rischia l’ergastolo.

La richiesta al momento resta sospesa: verrà valutata solo dopo la relazione medica che i consulenti di accusa e difesa faranno alla Corte: l’obiettivo della presidente Mariella Fino con a latere la giudice Vittoria Giansanti è di arrivare a sentenza a fine maggio 2026.

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