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CUP: i commercianti cassanesi si organizzano e preparano i ricorsi al Comune

Ci sarebbero “errori di calcolo” e addirittura “profili di illegittimità” nella applicazione del CUP (Canone Unico di Proprietà) da parte della società altamurana “Abaco” che per conto del Comune di Cassano delle Murge ha avviato un massivo censimento presso le attività commerciali e imprenditoriali cassanesi per far pagare insegne, tatzebao esterni, vetrine, cartelli, totem e persino vetrofanie ovvero le scritte e i loghi sulle vetrine dei negozi.

Una pesca a strascico, insomma, per garantire alle casse comunali un’entrata prevista a Bilancio di 95mila euro per il 2026, oltre naturalmente le provvigioni per la stessa società per azioni scelta come braccio operativo dall’Amministrazione Del Re.

Diversi studi di consulenza cassanesi, dunque, stanno consigliando ai propri clienti di non pagare per il momento e procedere a contestare le bollette ricevute che in diversi casi arrivano se non addirittura superano gli 800 euro per ogni esercizio commerciale, studio professionale, azienda.

Ai commercianti – che nel frattempo si sono costituiti in una Associazione di partite iva per contestare con più forza e determinazione le decisioni del Comune – viene dunque consigliato di documentare le proprie posizioni e prepararsi a contestare i bollettini che inizialmente avevano scadenza al 30 settembre ma che un provvedimento di Giunta, proprio ieri, ha prorogato di trenta giorni, portando la scadenza al prossimo 30 ottobre.

“Non è che non si vuole pagare la tassa sulla pubblicità – spiega al nostro giornale un commerciante di generi alimentari, molto noto in paese, che preferisce rimanere anonimo – noi contestiamo le modalità di rilevamento, che sembrava fatto per ricavare il massimo profitto anziché il giusto guadagno”.

Un dialogo, quello fra commercianti e Comune, che dunque si fa sempre più complicato nonostante la disponibilità a parlare e chiarire da parte dell’amministrazione Del Re che però ha tardivamente dato la propria disponibilità al dialogo visto che i “tartassati” sono stati per niente coinvolti in questa procedura, disertando poi l’incontro in Sala Consiliare dello scorso 27 agosto.

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