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A Cassano delle Murge nasce il “Market del baratto e del tempo”

Cassano delle Murge si prepara ad accogliere una nuova iniziativa dedicata allo scambio sostenibile. Martedì 11 agosto, dalle 19:00 alle 22:00, il Laboratorio Laborjano di piazza Ruffo ospiterà l’apertura del “Market del baratto e del tempo”, uno spazio pensato per lo scambio di vestiti, oggetti e libri senza alcun utilizzo di moneta. Nell’iniziativa rientra anche la possibilità di barattare il tempo, calcolato in ore, per azioni, servizi e saperi sociali.

Alle 20:00 è prevista la benedizione del Laboratorio da parte di Don Francesco Gramegna, parroco della Parrocchia Santa Maria Assunta di Cassano delle Murge.

Il funzionamento è semplice: i partecipanti potranno consegnare fino a un massimo di 20 articoli al punto Token, registrandosi gratuitamente e ottenendo un credito digitale corrispondente. È inoltre possibile registrarsi online in anticipo tramite un modulo Google dedicato. Una volta scelti gli articoli desiderati tra quelli disponibili, basterà passare dallo staff per il conteggio, che rilascerà un credito da utilizzare per i successivi scambi.

Tra gli oggetti che è possibile portare: vestiti in buono stato, scarpe, oggettistica, giochi e libri. Il regolamento completo dell’iniziativa è disponibile sulla pagina Facebook dell’organizzazione.

2 pensieri riguardo “A Cassano delle Murge nasce il “Market del baratto e del tempo”

  • E allora!?!
    Come è andata?
    Un bell’articolo di resoconto? Quante migliaia di token sono stati scambiati?

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  • RIFLESSIONI POLITICO-AMBIENTALI:

    – Quanto materiale viene effettivamente sottratto al rifiuto? Se non vengono pesati o almeno stimati i beni scambiati, il beneficio ambientale proclamato non è misurabile.

    – Quanti oggetti vengono realmente riutilizzati? Portare cento oggetti in piazza e riportarne a casa novanta produce solo un evento.

    – Qual è la continuità? L’economia circolare è un modello; una piazzetta una domenica sono solo un’iniziativa di sensibilizzazione.

    – Che cosa succede all’invenduto/non scambiato? È proprio qui che si misura la capacità di creare una vera filiera del riuso. E soprattutto i beni dove vengono custoditi? Se vengono lasciati nel Laborjano l’associazione è autorizzata?

    – Esistono accordi con operatori, scuole o associazioni? Sono strumenti molto più coerenti con ciò che la normativa considera politiche strutturate di riutilizzo.

    In attesa di avere risposte serie a parte i selfies di circostanza con l’incomprensibile benedizione!

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