Corte dei conti: nei Bilanci comunali irregolarità contabili e riscossione in affanno
Solo una “presa d’atto” in Consiglio Comunale per la Relazione che la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Puglia, ha inviato al Palazzo di piazza Aldo Moro all’esito dell’esame dei rendiconti di gestione del Comune di Cassano delle Murge relativi agli esercizi dal 2018 al 2023, con verifica contestuale dei dati 2024. Il pronunciamento fotografa una gestione finanziaria che, pur non versando in stato di dissesto, presenta una serie di irregolarità contabili e di criticità gestionali che il magistrato istruttore, Antonio Arnò, e il Collegio presieduto da Cinzia Barisano hanno ritenuto necessario portare formalmente all’attenzione dell’ente e della procura erariale.
Equilibri di bilancio: un 2019 in affanno.
Il punto di partenza dell’istruttoria è l’analisi degli equilibri di bilancio nel periodo esaminato. I dati BDAP mostrano valori positivi per il risultato di competenza e per l’equilibrio di bilancio in tutti gli esercizi considerati. Tuttavia, l’equilibrio complessivo segna un valore negativo per l’esercizio 2019, pari a circa -2,1 milioni di euro. Il Comune ha spiegato tale anomalia con un maggior accantonamento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) reso necessario dall’adeguamento alle nuove norme contabili. Il Collegio prende atto della giustificazione, ma invita l’ente a un monitoraggio costante dei saldi di equilibrio per prevenire future situazioni di squilibrio. Emergono inoltre discordanze tra i valori presenti nella banca dati BDAP e quelli riportati nelle relazioni dell’organo di revisione per diversi esercizi: una difformità che, seppur non strutturale, segnala carenze nella coerenza dei flussi informativi tra i vari documenti contabili.
Il Fondo Pluriennale Vincolato: cronoprogrammi assenti.
Tra le criticità più ricorrenti figura la gestione del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV), lo strumento contabile che consente di imputare agli esercizi futuri gli impegni di spesa non ancora esigibili. Per gli esercizi 2021, 2022 e 2023, la Sezione ha rilevato che alcune re-imputazioni di parte capitale – in particolare quelle relative ai lavori di riqualificazione del centro storico, per 208.683 euro reimputati ogni anno da un esercizio al successivo senza variazioni – non risultano supportate da un cronoprogramma dei pagamenti adeguatamente formalizzato e aggiornato. La Corte ricorda che tale documento non è un mero adempimento formale: esso ha la funzione di indicare con precisione le scadenze delle obbligazioni giuridiche perfezionate e di rendere trasparente la distanza temporale tra l’acquisizione dei finanziamenti e il loro effettivo impiego. La sua assenza compromette la funzione programmatoria del bilancio e la possibilità di monitorare l’avanzamento delle opere. L’ente è stato quindi invitato a provvedere periodicamente alla ricognizione degli impegni di parte capitale, formalizzando per ciascuno il relativo cronoprogramma.
FCDE sottostimato: basi di calcolo non corrette.
L’analisi del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità – strumento cardine per garantire la veridicità del risultato di amministrazione – ha fatto emergere aspetti metodologici problematici. In primo luogo, il prospetto di calcolo relativo all’esercizio 2023 è stato costruito sui dati dell’ultimo triennio anziché sull’intero quinquennio richiesto dai principi contabili applicati, con il rischio concreto di sottostimare gli accantonamenti. In secondo luogo, diverse voci di entrata – dalla tassa di occupazione di suolo pubblico ai proventi da raccolta differenziata, ai diritti funebri e ad altri introiti diversi – presentano residui attivi provenienti da esercizi precedenti dichiarati come accertamenti per cassa, e risultano escluse dal calcolo del fondo senza che ciò sia adeguatamente motivato. La Sezione prescrive quindi di calcolare il FCDE sulle corrette basi dati quinquennali e di monitorare costantemente i residui esclusi, per garantire la congruità del risultato di amministrazione.
Fondo contenzioso: ricognizioni carenti e accantonamenti incongrui.
Particolarmente articolate le osservazioni sul fondo rischi contenzioso. Per gli esercizi 2019 e 2020 mancano dati derivanti da una puntuale ricognizione del contenzioso pendente, e l’ente stesso ha ammesso di non disporre degli atti dell’Ufficio legale per quegli anni. Per gli esercizi 2022 e 2023, la Sezione ha rilevato difformità significative tra quanto dichiarato dal settore competente negli elenchi trasmessi in sede di istruttoria e quanto effettivamente accantonato a rendiconto. Nel 2022 l’elenco delle cause pendenti quantificava il fondo contenzioso in 971.100 euro, a fronte di un accantonamento di soli 689.990 euro: una differenza di circa 281.000 euro. Nel 2023 il fondo accantonato ammonta a 1.351.100 euro a fronte di una stima del settore pari a 1.332.697 euro, ma non viene menzionato un separato fondo transazioni di 260.000 euro. La Corte censura inoltre la prassi di costituire un apposito “fondo transazioni” nella voce “altri accantonamenti”: ogni contenzioso pendente deve trovare la propria copertura nel fondo contenzioso, quantificato in funzione del rischio di soccombenza. L’eventuale chiusura transattiva di una lite, se possibile, comporta semmai la riduzione del fondo, non la sua duplicazione in una voce separata.
Riscossione in calo: entrate tributarie e recupero evasione.
La capacità di riscossione dell’ente mostra un trend preoccupante. La percentuale di riscossione complessiva scende dal 58,44% del 2018 al 46,19% del 2023, collocandosi sotto la soglia del 47% prevista come parametro di deficitarietà strutturale. La riscossione delle entrate tributarie si mantiene strutturalmente bassa, oscillando tra il 5% e il 16% nei vari esercizi. Ancora più critico il quadro del recupero dell’evasione tributaria: gli accertamenti per TARSU-TARI esplodono nel 2022 e 2023 (rispettivamente a 1,05 milioni e 838.000 euro), ma le riscossioni corrispondenti crollano al 14% e al 7,6%. Analogo andamento per la voce “Altri tributi”. La Sezione prende atto che il Comune ha adottato nel 2023 un regolamento per il contrasto all’evasione e ha affidato nel 2024 il servizio di riscossione coattiva a un operatore specializzato. Si riserva tuttavia di verificare il miglioramento delle riscossioni nei prossimi esercizi, ammonendo l’ente che il deterioramento dei crediti tributari nel medio periodo rischia di compromettere gli equilibri di bilancio.
Residui attivi vetusti: quasi metà risalenti a cinque anni fa.
La gestione dei residui attivi desta ulteriori preoccupazioni. Per gli esercizi 2021, 2022 e 2023, i crediti di competenza del Titolo 1 risalenti a cinque o più anni prima rappresentano rispettivamente il 47%, il 46,6% e il 40,2% del totale dei residui tributari. Una quota rilevante di crediti che, con il passare del tempo, diventa sempre più difficile da riscuotere. Il Collegio richiama la giurisprudenza contabile secondo cui i residui attivi dovrebbero tendere a una naturale stabilizzazione, con riscossione o cancellazione progressiva dei crediti più vecchi. L’ente è invitato a un’attività rigorosa di smaltimento, mantenendo in bilancio solo le partite contabili per le quali la riscossione sia prevedibile con ragionevole certezza.
Affidamenti extra-MEPA: principio di rotazione eluso?
Uno dei capitoli più delicati della delibera riguarda le procedure di acquisto di beni e servizi. Nella stragrande maggioranza degli esercizi esaminati, il numero di ordini effettuati al di fuori delle piattaforme MEPA/Consip supera il 90% del totale. Esaminando le singole determine trasmesse, la Corte rileva criticità specifiche: affidamenti reiterati allo stesso fornitore in esercizi consecutivi senza adeguate motivazioni e senza ricerche di mercato preliminari sulle piattaforme elettroniche; una proroga tecnica per servizi di pulizia giustificata con l’attesa dell’avvio di una nuova procedura, formula che non integra i presupposti di legge per la proroga medesima; assenza di qualsiasi riferimento a MEPA nelle determine relative a carburante, servizi postali e manutenzioni del verde. La Sezione ricorda che l’obbligo di ricorrere al mercato elettronico per acquisti sopra i 5.000 euro è inderogabile in assenza di dimostrata inidoneità del bene o servizio disponibile sulle piattaforme, e richiama il rispetto del principio di rotazione introdotto dal nuovo Codice degli Appalti. Il fascicolo è stato trasmesso alla Procura erariale per ulteriori verifiche.
Debiti fuori bilancio e partecipate: adempimenti incompleti.
Ulteriori rilievi riguardano i debiti fuori bilancio – per i quali mancano le delibere di riconoscimento relative al 2019 e la documentazione di trasmissione alla Procura per gli anni precedenti al 2023 – e la gestione delle partecipazioni societarie. Per gli esercizi 2021, 2022 e 2023, il Comune ha dichiarato nei questionari che non ricorreva la fattispecie della rilevazione di crediti e debiti reciproci con gli organismi partecipati, omettendo l’asseverazione prescritta dall’art. 11, comma 6, lett. j del D.Lgs. 118/2011. La Corte precisa che tale adempimento è obbligatorio a prescindere dalla quota detenuta, e che l’ente è tenuto a rilevare costantemente i rapporti economici e patrimoniali con le proprie partecipate per individuare tempestivamente disallineamenti contabili. L’ente ha inoltre omesso di accantonare nel 2020 le somme proporzionali alla perdita registrata nel 2019 dal GAL Terre di Murgia scarl (8.962 euro), cui partecipa con una quota del 3%.
Il dispositivo: dieci prescrizioni operative.
Nella parte dispositiva la Sezione accerta formalmente le irregolarità e dispone che il Comune si adegui entro l’approvazione del rendiconto 2025, con azioni specifiche su dieci fronti: regolare il FPV con cronoprogrammi aggiornati; ricalcolare il FCDE sulle corrette basi quinquennali; ripristinare la congruità del fondo contenzioso; correggere la rappresentazione degli “altri accantonamenti” attraverso la reiscrizione delle passività erroneamente cancellate; quantificare correttamente il Fondo Garanzia Debiti Commerciali; potenziare la riscossione; smaltire i residui attivi; migliorare le procedure sui debiti fuori bilancio; adempiere alle prescrizioni in materia di organismi partecipati; motivare adeguatamente gli affidamenti extra-MEPA e rispettare il principio di rotazione. Il fascicolo è stato altresì trasmesso alla Procura erariale per quanto concerne i debiti fuori bilancio del 2022 e gli affidamenti diretti extra-Consip.

