I residenti a Cassano crescono ancora nel 2025. Giù le nuove nascite
Cresce ancora la popolazione cassanese nel 2025, secondo i dati registrati dall’Anagrafe comunale: i residenti al 31 dicembre scorso erano 15.246 di cui 7.593 maschi e 7.653 femmine.
Tra i residenti anche 805 stranieri (di cui 389 femmine e 416 maschi) ovvero poco più del 5% della popolazione (per esattezza: il 5,28%, a fronte di una media nazionale del 9% e di una media regionale del 4%) per un totale di 6.566 nuclei familiari che vivono a Cassano delle Murge.
Al 31 dicembre 2024 i residenti erano 15.090 per cui in un anno si è verificato un incremento di 156 unità dunque poco più dell’1% della popolazione.
Ancora giù, invece, i nati a Cassano: nel 2025 se ne sono registrati soltanto 98, suddivisi equamente fra maschi e femmine e questo a fronte di ben 116 morti (70 maschi e 46 femmine) dunque con un saldo negativo di -18 persone.
Sono stati 43, poi, i matrimoni: solo 9 quelli religiosi contro i 34 civili dei quali 18 fra la popolazione cassanese mentre i restanti 16 hanno visto protagonisti sposi provenienti da fuori paese.
Nessuna unione civile, invece, è stata registrata in Comune lo scorso anno.
Chiudiamo con i divorzi: sono stati 15 quelli registrati presso l’Ufficio Stato Civile del Comune di Cassano e 11 le separazioni per un totale di 26 coppie che hanno deciso di terminare la loro avventura amorosa.


Buongiorno. Bene, quindi una cosa è certa, l’aumento demografico non è riconducibile alle nascite, amen.
Quindi dovremmo chiederci, qual’è il motivo? Qual’è la provenienza delle new entry?
Ve lo scrivo io! La maggior parte è “gentaglia” proveniente dal capoluogo, dove gli affitti sono alle stelle.
Per capire se l’arrivo di questo tipo di nuovi residenti è un guadagno o una disgrazia, dovreste chiedere ai loro coinquilini Cassanesi, con cui la maggior parte hanno cause in corso per i problemi che recano, vivendo in un luogo che non sono più i quartieri baresi. Si passa da molestie in tutte le ore del giorno, H24, a comportamenti volti a imporre la propria volontà sugli altri con la forza, l’arroganza, le minacce, il menefreghismo. Atti che convergono in sfregi sia verso le autovetture che nei confronti delle abitazioni. Il tutto esternato con atteggiamenti malavitosi, tracce di militanza carceraria, oltre a tatuaggi di basso livello esposti come medaglie al valore. In alcuni casi, i problemi si allargano e prendono strade come mancati pagamenti annuali degli affitti, mancati sfratti per burocrazia italiana e ritorsioni sull’abitazione, finestre e porte distrutte, otturazione degli scarichi, danneggiamento dei muri, nonché degli impianti elettrici e di riscaldamento.
Il tutto ha portato i miei concittadini a mettere in vendita la propria casa e quella da affittare, oltre a lunghi tempi di malessere e impotenza nei confronti di chi non ha nulla da perdere.
Altro che incremento, questo è avvelenamento di un territorio che non ha nulla a che vedere con realtà cittadine di ceto bassissimo. Ecco perché si dice “la fezz d’ Bar”.