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Scadenza di maggio: contributi Inps lavoratori autonomi

A cura del dott. Massimo Arganese

Con l’arrivo della primavera, si avvicinano scadenze cruciali per il versamento dei contributi previdenziali IVS. Il calendario INPS per il 2026 impone scadenze imminenti sia per i contributi fissi sul minimale, sia per le componenti a saldo e acconto legate alla dichiarazione dei redditi.

Per ogni lavoratore autonomo, artigiano o commerciante, la sigla IVS rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell’anno. Spesso percepiti come un semplice costo, questi contributi sono in realtà il pilastro della protezione sociale del lavoratore. Vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere per le scadenze del 2026.

Cosa sono i contributi IVS?

L’acronimo IVS sta per Invalidità, Vecchiaia e Superstiti. Si tratta di contributi previdenziali obbligatori versati all’INPS che garantiscono tre tutele fondamentali:

  • Pensione di Vecchiaia (e anzianità): il reddito al termine della carriera lavorativa.
  • Assegno di Invalidità: un sostegno in caso di ridotta capacità lavorativa.
  • Pensione ai Superstiti: la tutela per i familiari in caso di decesso dell’assicurato (pensione di reversibilità).

Chi deve pagarli?

L’obbligo riguarda principalmente tre macro-categorie:

  1. Artigiani: falegnami, idraulici, parrucchieri, grafici, ecc.
  2. Commercianti: titolari di negozi, agenti di commercio, intermediari.
  3. Lavoratori Autonomi Agricoli: coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

Quanto si paga nel 2026?

Gli importi vengono aggiornati ogni anno in base all’inflazione (indice ISTAT). Per il 2026, il reddito minimale è fissato a 18.808,00 €.

  • Contributi Fissi (sul minimale): Anche se il tuo reddito è zero o molto basso, devi versare una quota fissa annua di circa 4.521 € (Artigiani) o 4.611 € (Commercianti), divisa in quattro rate.
  • Contributi sull’eccedenza: Se il tuo reddito supera i 18.808 €, sulla parte eccedente applicherai un’aliquota del 24% (Artigiani) o 24,48% (Commercianti).
  • Agevolazione Forfettari: Chi opera nel regime forfettario può richiedere la riduzione del 35% sull’intero importo.

Quando si paga?

Le scadenze sono fisse e vanno segnate in agenda per evitare sanzioni:

  • Contributi Fissi per il 2026: 18 maggio (I rata), 17 agosto (II rata), 16 novembre (III rata), 16 febbraio 2027 (IV rata).
  • Saldo e Acconto (su reddito eccedente): 30 giugno (insieme alle tasse del Modello Redditi).

Come scaricare i modelli F24 dal sito INPS

L’INPS non invia più i bollettini a casa. Ecco i 5 passaggi per recuperarli:

  1. Accedi al sito www.inps.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Cerca il servizio “Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti”.
  3. Nel menu a sinistra, seleziona la voce “Dati del mod. F24”.
  4. Visualizzerai l’elenco delle rate: clicca su quella di tuo interesse.
  5. Scarica e stampa il PDF del modello F24 precompilato.

Perché pagarli?

Oltre all’obbligo di legge e al rischio di cartelle esattoriali, pagare i contributi IVS è fondamentale per due motivi:

  1. Costruzione del futuro: Ogni euro versato concorre a determinare l’importo della tua futura pensione.
  2. Deducibilità fiscale: I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito. Questo significa che pagherai meno tasse (IRPEF o Imposta Sostitutiva) perché l’importo dei contributi “abbatte” il tuo imponibile fiscale.

Ironicamente posso paragonare il versare/pagare i contributi INPS come l’abbonamento trimestrale in palestra, i soldi dal conto escono ogni tre mesi, ma per vedere i primi risultati concreti bisogna aspettare una vita intera!

Dott. Massimo ArganeseStudio Arganese & Partners

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