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Natuzzi, L’Abbate (M5s): serve chiarezza industriale e tutela occupazione

La crisi del gruppo Natuzzi “continua a destare forte preoccupazione” per il futuro di circa 1.800 lavoratrici e lavoratori e per l’intero distretto del mobile imbottito del Mezzogiorno.

Lo afferma la deputata del M5S Patty L’Abbate.

Secondo L’Abbate, le ultime evoluzioni del piano industriale delineano “un quadro critico”, caratterizzato da tagli occupazionali, chiusure di stabilimenti, delocalizzazioni e un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali.

La parlamentare riferisce di aver chiesto la convocazione urgente dell’azienda e delle parti sociali nelle Commissioni congiunte Attività produttive e Lavoro della Camera, “per fare piena chiarezza sulle reali intenzioni industriali e sulle prospettive occupazionali”.

“I lavoratori della Natuzzi non chiedono assistenza ma un futuro, una vera politica industriale”, sottolinea L’Abbate, ribadendo la necessità di un piano credibile orientato al rilancio produttivo, al rientro delle produzioni dall’estero e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

“La richiesta di audizione rappresenta un passaggio fondamentale per evitare un progressivo smantellamento di un polo industriale strategico. È indispensabile che il Governo assuma un ruolo attivo, vincolando eventuali sostegni pubblici a impegni concreti su occupazione e investimenti”, aggiunge.
La battaglia in difesa del sito industriale e di circa 1800 posti di lavoro vede in prima linea il M5S anche con i consiglieri comunali M5s Rossana Angiulo (Cassano delle Murge) e Michele Loporcaro (Altamura).
“La vertenza Natuzzi non è solo una crisi aziendale, ma -evidenziano i due consiglieri- riguarda il futuro industriale del Sud e la difesa di un patrimonio produttivo riconosciuto a livello internazionale”.

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