Lama “Picone” e le sue “sorelle” tra i luoghi del cuore del FAI da votare
Fino al 15 dicembre i cittadini italiani potranno votare il proprio “Luogo del cuore” tra le migliaia di siti paesaggistici, storici e monumentali censiti dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI). Una gara di firme in cui a vincere, in ogni caso, saranno la valorizzazione e la cura del territorio.
Con la dodicesima edizione de “I luoghi del cuore”, il FAI garantirà un contributo economico ai primi tre siti che avranno ottenuto il maggior numero di voti; si tratta di un prezioso sostegno per il restauro, la riqualificazione o il risanamento conservativo di edifici interi, con interventi di ingegneria naturalistica, oltre che ad un incentivo per la valorizzazione culturale con progetti di comunicazione e strumenti di supporto alla visita di carattere permanente.
Tra i luoghi del cuore prescelti, quest’anno, anche le Lame, un un’area naturale collocata nell’ampia zona centrale della Puglia attorno alla provincia di Bari. Occupano la zona delle Murge, arrivando fino al mar Adriatico. Sono lunghe oltre 40 chilometri e costituiscono un patrimonio naturalistico tipico di questa zona che andrebbe maggiormente fatto emergere. Risalgono a secoli lontani grazie all’azione lenta e costante dell’acqua sulla roccia calcarea, tipica dell’entroterra barese. Durante le stagioni piovose diventano canali naturali di deflusso, mentre nei mesi secchi si trasformano in corridoi verdi ricchi di vegetazione mediterranea, restituendo una biodiversità unica.
Seguendo il corso della natura, hanno svolto diversi ruoli anche per l’uomo. Si stima che nelle lame vi è l’85% delle specie presenti nel territorio dell’area metropolitana barese. Contribuiscono allo sviluppo naturalistico della Puglia e si possono ritrovare impronte di dinosauri, oltre che antichi tratturi, masserie, frantoi, cripte rupestri, i cosiddetti “iazzi”, recinti per le pecore e tracce di insediamenti umani. Tutto racconta il rapporto millenario tra uomo e natura di questa terra. Le lame, quindi, fungevano da rifugio, via di comunicazione, spazio agricolo, spirituale, e non a caso in queste zone si sono insediate le comunità contadine. Tra le lame, oggi, si trovano importanti centri cittadini della provincia di Bari: Lama Paterno e Lama di Macina, collocate nella zona di Bisceglie e Trani; Lama Balice tra Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Bari; Lama Lamasinata a Modugno e Lama Picone tra Cassano delle Murge e Bitritto.
La loro valorizzazione si antepone all’immagine consumistica del turismo balneare che sta invadendo le coste pugliesi, riscoprendo un ecosistema legato alla storia rurale della regione. Il progetto corale, sottoscritto da venti associazioni locali, incentiva il turismo lento, la ricerca scientifica nell’ambito di numerose discipline di itinerari culturali e spazi di incontro tra cittadini e territorio, e soprattutto, l’educazione ambientale. Spesso queste lame vengono confuse come depressioni naturali e luoghi marginali versando in condizioni di abbandono, soffocate dai rifiuti o distrutte dallo sfruttamento agricolo e dalla cementificazione che soprattutto nel territorio barese sta diventando incontrollata. Mettere in sicurezza l’area delle lame favorisce, invece, una funzione fondamentale di drenaggio naturale delle acque piovane, mentre la loro alterazione aumenta il rischio idrogeologico. Rappresentano un luogo naturale di silenzio, di memoria che quasi stona con la corsa alla miglior offerta turistica del tacco d’Italia.
Al momento – con oltre 22mila voti – le Lame sono al primo posto tra i Luoghi del Cuore candidati: per votare, clicca qui.

